Dopo la morte di suo padre, re di Capota, il giovane erede è costretto a prenderne il posto, ma la vita da sovrano non fa proprio per lui: troppi doveri, enormi responsabilità, pericoli in agguato...fugge da una falsa libertà e dal troppo potere, inventando una nuova identità e un insolito nome: Pig Gi!
In cerca di una casa e di una nuova famiglia, la troverà per caso in un circo. Lì incontrerà personaggi bizzarri e avrà modo di conoscere i suoi limiti e i suoi talenti, superando prove sempre più difficili e scoprendosi, alla fine, pronto a svelare la sua vera identità.

L'attrice in scena narra con l'aiuto di oggetti e pupazzi, accompagnando gli spettatori in un viaggio al termine del quale sarà chiaro che la vera libertà è una conquista e che per crescere bene c'è bisogno di giusti limiti, di un buon aiuto e di dare a ogni cosa il suo tempo.
Per tornare ad essere, finalmente, dei veri Re.


Lo spettacolo è ricco di suggestioni visive di semplice concezione ma di grande impatto per il giovane pubblico, che viene catturato dalle continue trasformazioni e sorprese che avvengono sulla scena.

La storia è veicolata dalla narratrice, che si fa mediatrice tra i personaggi e i piccoli spettatori definendo ogni volta per loro i confini della realtà e della finzione e accompagnandoli attraverso la storia del giovane Re che lascia il suo Regno per seguire la sua libertà.

Le tematiche dello spettacolo, infatti, vertono sul rapporto tra adulti e bambini, sul rapporto con le regole, sulla ricerca della propria identità e autodeterminazione.

“Chiamatemi Pig G!” è un romanzo di formazione, nel quale il protagonista, lasciando una situazione stabile ma ferma e un'identità imposta e non scelta, affronta delle prove, incontra aiutanti e sfidanti, si scontra con i propri limiti e superandoli trova una dimensione di maggiore maturità e consapevolezza.

La struttura scenica autoportante è ispirata ai periaktoi greci e descrive di volta in volta i luoghi del racconto, in una continua evoluzione che ricorda le magiche trasformazioni delle baracche dei burattini. Il teatro di figura, infatti, è una delle tecniche usate dello spettacolo, che seguendo lo stile del Teatro Pirata, si inserisce nella tradizione rileggendola, al servizio della storia e del piacere del racconto.

 

Di: Candida Ventura e Lucia Palozzi (verificare chi lo depositerà)
Con: Candida Ventura
Regia: Lucia Palozzi
Scene: Ilaria Sebastianelli

Fascia d'età: 3-5 anni e pubblico domenicale


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