FRATELLINO E FRATELLINA
Menzione premio Scenario Infanzia 2018

Fratellino e Fratellina nasce dalla fiaba di Hansel e Gretel, di essa ne prende le ceneri per trasformarsi in un racconto moderno o meglio distopico. Ci narra di cosa voglia dire oggi diventare grandi e rimanere soli. I due fratelli, come quelli dei Grimm, vengono abbandonati dai genitori. Si ritrovano così costretti a scoprire il mondo con le sue bellezze e i suoi paradossi. Fino a quando lo Stato, che come un Grande Fratello controlla tutto, proclama una nuova legge: “Tutti i bambini orfani dovranno essere considerati immediatamente adulti”. I fratelli saranno così obbligati ad entrare in società, trovare un lavoro e rapportarsi con questo strano mondo, in cui la lotta per sopravvivere e più forte di qualsiasi fratellanza.

Scritto da Paola Ricci
Regia Asini Bardasci
Scrittura scenica Filippo Paolasini
Con Filippo Paolasini, Paola Ricci
Audio, luci, video Fabio Dimitri
Canti della cultura popolare marchigiana raccolti da Paola Ricci, Filippo Paolasini e Gastone Pietrucci
Voci fuori campo Adjia Diop, Zoe Pierotti
Costumi Paola Ricci
Produzione Atgtp con il sostegno di Teatro Due Mondi (Faenza) e Residenza Artistica Teatro Comunale di Novoli
Fascia d'età 8 a 12 anni

 

IL PERCORSO AL PREMIO SCENARIO

Il progetto è rientrato tra i finalisti del premio Scenario Infanzia, aggiudicandosi una menzione durante la finale avvenuta il 22 giugno 2018 a Cattolica all’interno del I festival Scenario. Il percorso durato tre mesi ha portato a presentare il progetto nella fase istruttoria a Fontemaggiore e nella semi finale al Teatro delle Briciole di Parma.

La giuria presieduta da Maria Maglietta, Cira Santoro, Federica Zanetti, Stefano Cipiciani e Cristina Valenti ha rilasciato la seguente menzione:

In una società in cui la genitorialità sembra sempre più ostacolata dai ritmi lavorativi e dalle difficoltà economiche, lo spettacolo affronta il tema dell’abbandono dei minori e della complessità oggi, di vivere appieno il tempo dell’infanzia. I due fratellini ispirati alla fiaba di Hansel e Gretel, compiono un viaggio metropolitano in un mondo che divora i bambini come la strega della casa di marzapane, ma invece di ingrassarli li obbliga a diventare grandi e produttivi senza aver compiuto il naturale processo di crescita. Le proiezioni di strade provinciali, di aree di sosta e di ecomostri creano una mappatura del mondo contemporaneo che stride con la lingua atavica delle filastrocche recitate per farsi coraggio, per creare un territorio sacro in un mondo in cui è scomparsa ogni bellezza”.

 

LA RICERCA POPOLARE

Parlare di Fratellino e Fratellina, è come parlare di un territorio: le Marche. Lo spettacolo nasce infatti per parlare della sua dispersione e del suo essere incastonato lontano nel tempo, dilatato, in quei luoghi naturali, meravigliosi e nascosti, quasi non scoperti ancora dall’uomo. Una terra che ha visto pochi occhi e pochi occhi hanno visto. Il primo riferimento alla terra è la fiaba, la fiaba popolare. Come quella di Hansel e Gretel le fiabe popolari posseggono nelle maglie interne della loro narrazione la caratteristica dell’essere nere, di parlare di morte e di abbandono, in modo dolce e inesorabile. Trovare tracce di canti e fiabe popolari nelle Marche è quasi un paradosso e una scoperta infinita, proprio in un luogo che nasconde spesso la sua identità e sembra non fantasticare mai, si scovano poesie e documenti popolari di rilevante bellezza e unicità. Ballate, canti infantili iterativi, canti licenziosi, fiabe… che mostrano e fanno risalire dal passato un’identità in cui la storia si fa presente. Per più di cinque anni la compagnia Asini Bardasci, oltre al lavoro teatrale, si è occupata di ricercare, catalogare, diffondere e conservare materiali legati alla cultura popolare orale marchigiana. Dalla viva voce di contadini, artigiani, anziani, la compagnia ricerca il sapere popolare delle terre in cui risiede. Ritrova in questo linguaggio quello che per definizione è l’archetipo, l’immagine originale, tramite la quale nascono e prendono vita nuove storie. All’interno dello spettacolo i brani della cultura orale marchigiana sono tre: Cioetta Cioetta, E fa la nanna Ninin, Erminia vada a letto. Il primo è un canto iterativo enumerativo, una filastrocca in cui gli ingredienti per fare il pane si rincorrono in senso metrico e ritmico. Oltre all’intrattenimento il canto aveva la funzione di raccontare il ciclo della vita. La compagnia ha raccolto questo canto da Gastone Pietrucci di settantasei anni a Jesi (AN) e dalla signora Santina di anni novantadue a Serra De’ Conti (AN). Il secondo è una ninna nanna antica in cui si narra del vento che fa cadere un bastone di bambù (la canna) come segnale che la moglie dava all’amante per non farlo entrare a causa della presenza del marito. Come tutte le nenie veniva cantata per far addormentare i bambini. Il canto è stato raccolto dagli Asini Bardasci a Marzocca di Senigallia (AN) da Maurizio Paolasini e Gerardo Giorgini cantata da questi ultimi con la fisarmonica. L’ultima invece fa parte della poesia religiosa, ed è ascrivibile al contesto infantile, mescola la filastrocca con la preghiera religiosa. È stata raccolta sempre nella provincia d’Ancona, precisamente a Montignano (AN) dalla signora Malvina Pimpini di ottantaquattro anni.

I RAGAZZI MARCHIGIANI

Le “voci” fuori campo del narratore e dello Stato sono rispettivamente di Adjia Diop (11 anni) e Zoe Pierotti (12 anni), entrambe hanno seguito i laboratori condotti dalla compagnia all’interno delle ore scolastiche dell’Istituto Comprensivo Gio’ Pomodoro di Orciano (PU). I laboratori di teatro che la compagnia Asini Bardasci sviluppa all’interno delle ore scolastiche, principalmente per i ragazzi delle scuole medie, nascono come scoperta e interazione dei ragazzi con il linguaggio teatrale. La creazione teatrale con i ragazzi si sviluppa attraverso un linguaggio interattivo. Partendo dalle proposte degli studenti, dal loro sentire quotidiano. Il loro modo di interagire e vivere il mondo viene tradotto in chiave performativa e spettacolare portando il teatro nella vita quotidiana dei problemi, dei dubbi e delle paure adolescenziali per promuovere nei ragazzi l’idea del teatro come mezzo per conoscere sé stessi e vedere come gioco e spunto poetico il mondo che li circonda. Insieme al loro gruppo prendono spunto le idee dello spettacolo, attraverso il loro apporto nei confronti della società e dell’età adulta si sviluppano gli scenari dello spettacolo e la visione d’insieme.

Note sulla compagnia Asini Bardasci
La compagnia nasce nel 2014 grazie a Paola Ricci e Filippo Paolasini artisti che uniti sotto il nome di  Asini Bardasci  (che in marchigiano arcaico significa “ragazzini”), iniziano a promuovere attività progettuali di tipo teatrale sul territorio marchigiano, facendo teatro in piccoli comuni e borghi, in modo itinerante. Come organizzatori collaborano con Squilibri Editore e La Macina creando una mappatura sonora della regione attraverso documenti trovati dalla viva voce di contadini e anziani, sulla cultura orale. È nel 2016 che ufficialmente iniziano ad “abitare” il teatro Apollo di Mondavio, con il progetto-rassegna Anche questo è Teatro, portando spettacoli contemporanei di rilievo nazionale: Roberto Latini, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, Andrea Cosentino, Vico Quarto Mazzini, TiDA. Grazie al teatro Apollo, che diventa la fucina del loro lavoro, la compagnia inizia a produrre spettacoli in cui mescola il linguaggio della musica dal vivo. Da gennaio 2018 la compagnia collabora con AMAT e Sotterraneo (Fi) in ambito artistico e organizzativo.

 

MATERIALI SPETTACOLO
Scheda Artistica
Il diario di Fratellino e Fratellina_
Scheda Tecnica 
 Recensione PREMIO SCENARIO

 

VIDEO TRAILER

GALLERIA FOTOGRAFICA